ATTUALITÀ
DAL SETTORE
VETO SUL POLLOCK E SUL MERLUZZO RUSSI
Dopo mesi di incertezza e un forte aumento delle importazioni di pollock e di merluzzo di origine russa, l’Unione europea ha deciso di non includere questi prodotti nell’ultimo pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa delle pressioni esercitate dall’industria di trasformazione europea.
Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, l’UE ha progressivamente esteso le sanzioni economiche e commerciali contro la Russia, includendo diverse restrizioni che interessano il settore della pesca. Tuttavia, in questa occasione, le istituzioni comunitarie hanno deciso di escludere dal veto due dei prodotti più rilevanti per l’industria alimentare, vista la forte dipendenza da essi.
La Russia continua a essere uno dei principali fornitori di merluzzo e, in particolare, di pollock in blocchi, una materia prima essenziale per la produzione di prodotti di largo consumo, come i bastoncini di pesce. Sostituire tali volumi nel breve termine risulterebbe complesso e potrebbe causare tensioni nella catena di approvvigionamento delle materie prime, oltre a un aumento dei costi per l’industria e, potenzialmente, per i consumatori.
SGOMBRO NORVEGESE: AUMENTO DEI PREZZI
La progressiva riduzione delle quote di pesca dello sgombro in Norvegia sta generando forti tensioni sul mercato internazionale, determinando un aumento generalizzato dei prezzi non solo del prodotto di origine norvegese, ma anche di quello proveniente da altri Paesi come Cina, Corea del Sud e Sudamerica.
Negli ultimi tre anni il volume della cattura di sgombro in Norvegia ha registrato un calo molto significativo, passando da 215.000 tonnellate nel 2024 a 165.000 tonnellate nel 2025, per poi scendere a 79.000 tonnellate nel 2026. Questa diminuzione dell’offerta ha provocato una crescente carenza del prodotto sul mercato e un notevole aumento dei prezzi. Di conseguenza, il prezzo medio dello sgombro norvegese è aumentato da 2,44 USD/kg nel 2024 a 2,80 USD/kg nel 2025, raggiungendo i 4,65 USD/kg nel 2026.
La pressione sulle provviste sta avendo un impatto diretto sui mercati internazionali. A fronte delle difficoltà nel garantire la fornitura e del forte aumento dei prezzi, la Corea del Sud ha annunciato l’invio di una delegazione pubblico-privata in Norvegia, nel Regno Unito e nelle Isole Faroe con l’obiettivo di negoziare nuove fonti di approvvigionamento e garantire le importazioni di sgombro per i prossimi mesi.
SOSPESA LA PESCA DEL TOTANO GIGANTE DEL PACIFICO
Il Ministero della Produzione del Perù (PRODUCE) ha sospeso le attività di pesca del totano gigante del Pacifico (Dosidicus gigas) a partire dal 18 luglio.
Il governo peruviano ha adottato questa misura a causa del riscaldamento dell’Oceano Pacifico e del ritorno del fenomeno climatico El Niño, fattori che stanno alterando la distribuzione della biomassa del totano gigante nelle acque peruviane, spingendo la specie verso profondità maggiori e nuove zone di pesca.
La sospensione riguarda i pescherecci artigianali con una capacità di stiva compresa tra 10 e 32,6 metri cubi. Al momento non è dato sapere quando potrà riprendere l’attività di cattura in acque peruviane, il che comporta una revisione a livello commerciale per tutte le aziende che operano nel settore di questa specie e dei suoi derivati.



